domenica 22 luglio 2012

IL GIOCO DELLA SABBIA

ideato dal grande psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung e dalla sua allieva Dora Kalff, il gioco della sabbia si basa sull'espressione della propria creatività ,  un modo straordinario per prendersi cura di se stessi attraverso le mani e l'anima.


Ha una validità diagnostica e un'efficacia terapeutica tanto per gli adulti quanto per i bambini.

La terapia del gioco della sabbia avviene all'interno di  una stanza adibita al gioco, una grande vasca in legno , chiamata sabbiera( vedi foto) ,con all'interno sabbia sia bagnata che asciutta.
Sugli scaffali della sand play room sono accessibili a grandi e a bambini  centinaia di figure in miniatura che spaziano dalla gente comune, alle bestie mitiche a piantine,alberelli , modelli di giocattoli inanimati etc.. .Il giocatore d'anima segue il proprio  impulso creativo scegliendo gli oggetti e componendo  un ambiente immaginario  sulla sabbia .
Sia che che il giocatore abbia un tema in mente o che lavori mosso solo dall'inconscio  sceglie comunque i simboli per comporre la sua creazione, simboli  che raccontano i sentimenti confusi, i problemi e le preoccupazioni.
 La guarigione avviene proprio nel processo di liberazione con l'auto-espressione dell'inconscio che viene attivato proprio con la realizzazione dello scenario immaginativo che tocca gli strati più profondi che verbalmente sarebbe impossibile raggiungere.
E' così possibile liberare le forze dell'emisfero destro del cervello, quelle intuitive e corporee, istintuali ed immaginative, allo scopo di compensare ed equilibrare quelle logiche e razionali, asettiche ed astratte, unilateralmente privilegiate dalla coscienza collettiva.


Il gioco per il bambino è fondamentale, il momento ludico è sempre altamente educativo sia che si esprima nel gruppo che in solitudine. Durante il gioco i bimbi  si sentono sicuri di non subire critiche o direttive, ma godono solo della  comprensione e della presenza di un supporto. Il loro gioco diventa serio quando le loro creazioni riflettono il dramma di quanto sta accadendo nella loro vita. Cominciano pertanto a stare meglio esprimendo anche fuori  i loro problemi inconsci e risolvendosi nel processo di liberazione immaginativa.
La sabbia nella sua facile manipolazione stimola molto le sensazioni tattili,facendo riaffiorare la primordiale forza della terra, elemento naturale da cui trae origine la vita.Spesso il modo con cui si manipola la sabbia rappresenta il rapporto che si ha col proprio corpo con la proiezione dell'antica esperienza delle cure materne, si raggiungono così strati veramente profondi della propria anima e della propria natura diversamente irraggiungibili.
Raggiungere i contenuti problematici per mezzo delle immagini risulta più accettabile e meno spaventoso del sognarli o del percepirli confusamente.


Lo scenario immaginario creato diventa un campo comune in cui partecipano mente corpo anima e spirito.
La sabbiera diventa pertanto  la rappresentazione dell'inconscio , il terapeuta partecipa alla creazione in modo interattivo  predisponendo sguardo , campo visivo , mente ed attenzione  alle emozioni paraverbali del giocatore d'anima esternate dalla sua mimica e dal suo sguardo mentre realizza la sua creazione che altro non è che uno scenario simbolico carico dei contenuti del paziente e del suo stesso inconscio colletivo.
Il terapeuta rielabora e valorizza  insieme al paziente ,giocatore d'anima ,la sua creazione, che non è stata fluenzata con il linguaggio verbale ma anzi è stata rinvigorita con l'energia del silenzio del giocatore e del terapeuta,l'immagine sulla sabbiera diviene così una celebrazione dell'inconscio liberato nella creazione stessa .


Ottimo conoscitore del gioco della sabbia, oltre ad essere stato uno dei primi analisti a divulgarlo  in Italia  è il dott. Mario Mengheri.


Psicologo, Biologo, Specialista in Psicologia e Sessuologia Clinica, Psicoterapeuta della coppia e della famiglia. Specialista in Psicosomatica, (Iscr. Albo Reg. Toscana n° 556 dal 14.12. '89), Psicoterapueta, Psicologo Analista e Terapeuta della Sand Play. Membro ordinario dell'Associazione Italiana per la ricerca in Psicologia Analitica (A.I.P.A). Membro associato dell'International Association for Analytical Psychology (I.A.A.P.). Docente c/o Corso di Laurea in Psicologia Clinica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Pisa. Docente Corso di perfezionamento in Diagnosi e terapia dei disturbi psicosomatici e in promozione della salute c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Siena. Docente del Corso di Adolescentologia c/o la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Pisa. Fondatore, Docente e attuale Presidente dell'Associazione Italiana Ricerca psicosomatica (A.I.R.P.). Ha all'attivo più di 100 pubblicazioni, 4 volumi e (a cura di) 6 riviste (Sentieri, ETS, Pisa). L'ultimo volume a cura del Dott. Mengheri è Formazione alla relazione di aiuto. Il counsleing ad approccio integrato. Ed. FrancoAngeli Milano (2010). A breve (ottobre 2011) uscirà il volume monotematico di Riza Scienze a cura del Dott. Mengheri dal titolo: Il metodo AIRP. Il counsleing per aiutare noi stessi e gli altri. Le risorse personali (innate) come "strumento" per la salute: ognuno può aiutarsi scoprendo cosa ha ma non sa di avere. Attualmente è Direttore del Corso di Counseling e promozione della Salute promosso dall'AIRP, svolge a Livorno l'attività di libero professionista in qualità di Psicoterapeuta e Psicologo Analista e conduce gruppi di mutuo auto aiuto su vari Disturbi e sul disagio più in generale.


Mengheri, M. (1989). Handicap, corpo e immagini: il gioco della sabbia, Equilibrio, III, 8, 22-26. Comunicazione presentata al Congresso Nazionale "Handicap e Sport", Fossombrone 7-8 Luglio 1989.
 Mengheri M., (2001), Il Gioco della sabbia, in Genitori e figli Conoscere per avvicinarsi, Un percorso psicosomatico Mengheri M. (a cura di), pp. 147-156, ed. EUR, Roma


Emanuela de Vita- Ombra colorata
( counselor ad approccio integrato in formazione)

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